Bellezza
La passione
Per Daniele la bellezza è una passione. Non per un gusto estetico fine a sé stesso: “L’attività della Fondazione si caratterizza per l’introduzione al vero attraverso l’esperienza della bellezza, presente nella natura e nelle espressioni culturali, tecniche e artistiche umane”, sta scritto infatti nello statuto della Fondazione San Michele. E Daniele non perde occasione di dare carne nelle sue Opere a questa idea. Qualche esempio?
Roma, convention delle Opere. Visita ai musei vaticani, trecento persone con gli auricolari seguono le spiegazioni delle guide. Arrivano alla Cappella Sistina. Daniele chiede alle guide sbigottite il favore di sospendere le spiegazioni e ai partecipanti di togliere gli auricolari. Entrano nella Cappella in silenzio, perplessi. E qui un violino, introdotto chissà come inizia a suonare. E tutti rimangono senza fiato, a contemplare le immagini di Michelangelo sostenuti dalla musica di Bach. Alla fine una guida, commossa fino alle lacrime, dice: “Sono vent’anni che faccio questo mestiere, ma non ho mai visto la Cappella Sistina così”. “Perché Michelangelo – commenta Daniele – non ha dipinto la Cappella Sistina perché qualcuno la spiegasse, ma perché i visitatori restassero a bocca aperta. Solo dopo, dallo stupore, nasce il desiderio della spiegazione, di comprendere di più quel che ci ha commosso”. Ed è un’indicazione di metodo che Daniele propone i tutti i suoi corsi: solo lo stupore di un incontro, dell’imbattersi in una presenza affascinante, suscita il desiderio di capire di più.
Oppure, un’altra convention. I partecipanti, entrando, vedono in un angolo un tizio che si arrabatta intorno a un pezzo di legno. Qualcuno si chiede chi sia, ma nessuno dice niente. Alla fine della convention, l’ultimo giorno, il tizio sale sul palco, si presenta, mostra il risultato del suo lavoro: una scultura stupenda, che incarna in una forma il contenuto del dialogo di qui giorni. “È un esempio – osserva Daniele – di quel che intendo con l’espressione ‘il lavoro nel lavoro’ che tanto spesso adopero: il lavoro che, mentre svolgiamo il nostro lavoro, facciamo su noi stessi, il cui risultato offriamo a tutti”.
Ancora. Open day di Jobs Academy, al monastero di San Paolo d’Argon. Durante il welcome coffee un violino comincia a suonare. Poco dopo si aggiunge un violoncello, poi un flauto, e così via, nel più classico dei flash mob. Naturalmente il pubblico si stringe lì intorno, e alla fine scoppia in un fragoroso applauso. E Daniele aggiunge: “È come per noi. Ciascuno esegue al meglio la sua parte, ma sempre tenendo d’occhio gli altri. E il risultato, quando si lavora così, è infinitamente più grande della somma delle singole parti”.
Insomma, se è vero che, come dice la tradizione, “la bellezza è lo splendore del vero”, a questa massima Daniele si è sempre ispirato, e questa indicazione ha sempre cercato di realizzare.
Musica
Per Daniele la bellezza non è un gusto estetico fine a sé stesso. È una via educativa: introduce al vero attraverso lo stupore, perché dallo stupore nasce il desiderio di comprendere.
Eventi
Anche negli open day e negli eventi pubblici, la bellezza entra come linguaggio: piccoli gesti, musica dal vivo, attenzione ai dettagli. Perché educare significa anche far sperimentare che la realtà può essere guardata e vissuta con stupore.